Smart working, dal 7 Aprile le nuove regole

Smart working, dal 7 Aprile le nuove regole
- 7 aprile 2026: cosa cambia per il lavoro agile?
La norma che entra in vigore oggi rafforza le regole sul lavoro agile introducendo sanzioni per i datori di lavoro che non forniscono l’informativa sulla sicurezza ai dipendenti in smart working: non introduce limiti diretti al lavoro da remoto.
Il riferimento è alla legge annuale sulle piccole e medie imprese (la n. 34/2026, anche nota come Ddl Pmi), che interviene su un obbligo già previsto dall’articolo 22 della legge 81, del 2017: la consegna di un’informativa scritta sui rischi connessi alla prestazione lavorativa svolta fuori dai locali aziendali. Nulla di nuovo, in realtà, anche se finora, però, questo passaggio è rimasto spesso disatteso.
Da oggi, 7 aprile 2026, i datori di lavoro che non trasmetteranno l’informativa sulla sicurezza ai lavoratori in modalità agile e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza potranno incorrere in pene che vanno da due a quattro mesi di arresto o sanzioni amministrative che vanno da 1.708,61 fino a 7.403,96 euro.
Tralasciando il commento all’aspetto sanzionatorio (tipicamente italiano nella sua gravità!) si tratta di rafforzare uno strumento che, nel lavoro agile, sostituisce il controllo diretto del datore di lavoro: si tratta dell’ informazione e della responsabilizzazione del lavoratore.
L’informativa diventa così il «veicolo» attraverso cui trasferire conoscenze, consapevolezza e indicazioni operative per la gestione dei rischi su un luogo di lavoro (abitazione privata o altro) cui il DL non ha ovviamente accesso.
- Cosa deve contenere l’informativa
- E La sorveglianza sanitaria per i l lavoratori in smart working è obbligatoria ancora?
Certamente. Nulla è cambiato al riguardo.
In conclusione, per le imprese l’impatto è in larga parte operativo: si tratterà di adeguare o predisporre un’informativa efficace, aggiornarla e assicurarsi che venga effettivamente trasmessa al lavoratore.

